Il padre del Pūrna Yoga, lo “Yoga Integrale”, fu Sri Aurobindo.
Come lo stesso maestro ebbe più volte a sottolineare, tre sono i momenti, le tappe fondamentali del cammino del Pūrna Yoga.
Il primo momento è caratterizzato dallo sforzo individuale. L’individuo deve impegnarsi “integralmente”; tutto gli aspetti del suo essere (la mente, il sentimento e il corpo) devono essere ugualmente coinvolti nello sforzo atto a raggiungere la comunione con il Divino.
Strumenti di questo sforzo individuale sono un’incessante aspirazione di tutto l’essere alla “resa”, la sottomissione di ogni parte dell’essere alla volontà divina.
La “resa” è lo sforzo per superare la volontà egoistica individuale.
Il secondo momento è caratterizzato dall’ apertura del “centro del cuore” o anāhata-cakra.
Attraverso questa apertura l’essere psichico (il caitya-purusa, che Aurobindo stesso ha definito il “sacerdote divino”) ci si rivela e la sua volontà, puramente spirituale, si fa guida della nostra esistenza, sostituendo per intero quella dell’ego.
Il terzo momento è l’apertura verso l’alto, ovvero l’apertura dei cakra più alti ( viśuddha, ājñā e sahasrāra ) allo Spirito.
Attraverso questa apertura la gioia, la forza e la coscienza dello Spirito Supremo discendono nell’uomo.
L’individuo fa salire la propria aspirazione verso lo Spirito ed espande, attraverso la “resa”, la propria coscienza oltre la volontà dell’ego, fino a ricongiungersi con la volontà dell’essere psichico.
Le coscienza individuale sale e si espande, si fa più alta e più vasta, e ciò permette la discesa della forza divina, la yoga-śakti, nell’uomo.
Le tre tappre del cammino integrale corrispondono a tre “movimenti della coscienza”.
I primi due moti, la salita e l’espansione, riguardano la coscienza, la volontà dell’essere individuale; il terzo movimento, la discesa, concerne la volontà dell’essere universale.
L’individuo sostituisce la visione della realtà con il senso dell’ego che è un’interpretazione personale e momentanea della vera esistenza.
Portando a compimento il secondo movimento della coscienza, l’uomo si libera dal prorpio ego (la sua coscienza esteriore).
Lo sforzo individuale ha termine quando l’essere psichico diviene la sola guida dell’esistenza umana.
Ma a questo punto il fine dello Yoga Integrale non è ancora pienamente raggiunto.
Il Pūrna Yoga non mira soltanto alla trasformazione della volontà individuale nella volontà divina, ma aspira altresì a far scendere il potere della coscienza divina in tutti gli aspetti della natura umana, compreso l’aspetto corporeo.
Ciò porterà alla trasformazone “integrale” della natura umana, ovvero dell’evoluzione dell’uomo.
il brano è un estratto dal libro
Enciclopedia dello Yoga
di Stefano Piano
Ed. Promolibri Magnanelli